un diario per rimanere in contatto con mia madre e rimanere in contatto con la vita.

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Scrissi questo diario (su blocchi, quaderni, agende e fogli volanti!) alcuni anni fa dopo che la malattia prevalse sulla tenacia di mia madre, dopo 2 anni di agonia. Con lo stupore degli ‘specialisti’che plaudevano all’attaccamento alla vita di mia madre. Che poi era soprattutto il legame e l’Amore per la sua famiglia. Il mio iniziale periodo di lutto era decisamente singolare (ma d’altronde, per chi non lo è!). In realtà non lo vivevo appieno.

Mi preoccupavo perchè non piangevo. Ma la mamma mi mancava da impazzire. Ero forte, ma ero sola. Non mi disperavo e avevo deciso che la vita doveva proseguire. Ma non provavo emozioni, non mi sfogavo con nessuno. Lavoravo e mi preoccupavo per mio padre. Ed io?

E così, improvvisamente, ho cominciato a scrivere a mia mamma. Quasi quotidianamente: una parola, un pensiero o decine di pagine. Quando non le scrivevo, mi sentivo quasi in colpa. Era un modo per me per rimanere in contatto con la mamma e allo stesso tempo rimanere in contatto con la realtà. Trasferire i pensieri sulla carta mi aiutava a capire cosa provavo o cosa non provavo. Le raccontavo banalità, pettegolezzi, del lavoro, del papà, delle amicizie. Mi sfogavo. Mi arrabbiavo. “Urlavo”. Le ponevo addirittura domande.

Ma mi faceva sentire anche serena. Scrivevo nel momento in cui volevo dirle qualcosa, come se stessi facendo una telefonata. In ufficio, al bar, sull’autobus, al parco, in piena notte. Scrivevo di getto, anche male. Alcune frasi sono ora incomprensibili anche per me.  Non rileggevo mai. Andavo avanti. Perchè dovevo andare avanti. E ci sono andata per mesi, sino a quando ho capito che era giunto il momento di lasciarla andare… Lei comunque mi sentiva (e mi sente) e io avevo iniziato a superare i miei blocchi, tra cui quello emotivo. Capendo che la vita non va vissuta in solitudine, con la paura dei legami che poi si dissolvono. Ma va vissuta condividendo l’Amore, proprio come mia madre mi insegnò.

A distanza di anni, sento il bisogno di riprendere in mano quel diario (quella moltitudine di fogli!), perchè tutta la Forza che mia madre mi trasmise, nel tempo l’ho perduta. E rivivendo quei momenti, ho la speranza di poterla recuperare. Adesso che la Vita (di nuovo) mi sta mettendo a dura prova.

Ho inoltre piacere di rendere pubblica questa scrittura, con la speranza che possa toccare le emozioni di persone che stanno vivendo simili situazioni di vita.  Rispondendo anche alla mia vocazione da “missionaria”, se potesse essere di supporto anche solo a una persona sofferente, sarebbe per me un grande regalo.

P.S. Oltre alla scrittura, anche la musica mi faceva da compagna (avevo appena cambiato casa e non avevo nemmeno la tv!). Ascoltavo spesso la radio (ulteriore strumento ‘terapeutico’ per evadere ma allo stesso tempo rimanere in contatto con il reale), e ad un certo punto è arrivata: sentivo che fosse stata creata per me. Musica – testo – poi anche immagini del video: raccontavano di me e delle mie emozioni. Spero vi provochi simili sensazioni.

How to Save a Life – The Fray
https://www.youtube.com/watch?v=cjVQ36NhbMk&list=PLW6U6oYMkBiDgfBXJ0YSoCye7aV-a0DPI&index=1
video e selezione di immagini tratte dal video

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